Intervista di Leonardo Caprini

Intervista a Mirko Giudici, autore del romanzo: “ Dietro gli Occhi di un Soldato”,

A cura di Leonardo Caprini, blogger e giornalista

Ciao Mirko, voglio ringraziarti per la tua disponibilità e per il tempo che ci hai dedicato. Oggi, vorrei approfittare nell’andare a parlare con te, di quelli che sono i temi centrali del tuo romanzo. La prima domanda è come nasce l’idea di scrivere “Dietro gli occhi di un Soldato”?

Questo romanzo nasce dall’esigenza di voler far conoscere la mia personale esperienza da soldato durante la missione italiana di pace nel Kosovo, povera provincia dell’ex Jugoslavia martoriata dalla guerra. Un libro che fa rivivere i momenti e gli stati d’animo di chi era in prima linea e operava con tanta difficoltà nell’inferno della guerra, dove violenza e odio sono i protagonisti assoluti di una sanguinosa realtà e dove povertà e fame rappresentano il crudo scenario con cui dover fare i conti ogni giorno, ogni ora, ogni singolo minuto. Un libro che mette in evidenza la mia maturazione personale nel voler contribuire con la mia goccia di pace e solidarietà a prosciugare l’oceano scarlatto e devastante della guerra.

Il titolo del tuo romanzo è dettato da una scelta particolarmente legata a qualche tua esperienza personale?

“ Dietro gli occhi di un Soldato” nasce da un processo di maturazione che si è evoluto giorno dopo giorno, ora dopo ora, durante il mio soggiorno nei Balcani. Quando sei nel bel mezzo di un teatro di guerra, quando intorno a te c’è soltanto desolazione, povertà e fame, c’è qualcosa che ti si accende dentro, un qualcosa che ti cambia drasticamente e ti fa vedere le cose in maniera completamente differente. Cominci a comprendere quali sono i veri problemi nella vita e ti senti più  fortunato di come ti sentiresti vivendo in una normale società civile, ti senti più fortunato, perché hai una famiglia alle tue spalle che ti ama e che non aspetta altro che vederti comparire sulla soglia di casa, apprezzi di più le cose alle quali non prestavi attenzione, ti senti più fortunato perché hai un tetto dove dormire e degli amici pronti ad aiutarti.

Nel tuo romanzo si nota una sottile linea rossa, una denuncia per uno degli argomenti più discussi negli ultimi decenni, mi riferisco al discorso dell’Uranio Impoverito. Vuoi spiegarci meglio e soprattutto vuoi dirci cosa ne pensi a riguardo?

Sono stati numerosi i militari italiani che sono morti di cancro che avevano partecipato alle missioni di pace nei Balcani. E’ stata indetta anche una commissione medico militare per verificare se ci fosse una correlazione scientifica tra l’Uranio Impoverito (DU) e i tumori. Nella stragrande maggioranza dei casi, le autorità competenti hanno voluto insabbiare tutto e non riconoscere la verità delle cose. Una cosa è certa e mi sento in dovere di dirla, a noi che eravamo lì, impegnati in tutte le operazioni logistiche non ci veniva comunicato nulla a riguardo. I nostri superiori avevano minimizzato il problema e la NATO ci aveva aumentato l’indennità giornaliera. Questo per dire, che hanno voluto nascondere i danni provocati dall’Uranio Impoverito e hanno voluto pagare il nostro silenzio. Su questa faccenda vengono discusse quattro tesi principali riguardanti l’uso di armi all’Uranio impoverito in Jugoslavia da parte della NATO negli anni 90. La prima tesi sostiene che il DU è dannoso e pericoloso, non solo come agente tossico chimicamente, ma anche dal punto di vista radiologico. La seconda sostiene che le autorità politiche e militari italiane non potevano non essere informate sulla pericolosità del DU e sul suo utilizzo negli scenari di guerra dell’ultimo decennio e che non è vero, poi, che le armi al DU non siano proibite a livello internazionale. La terza tesi sostiene, come sia lecito attendersi, l’insorgenza di tumori da DU nei militari italiani, effettuando una stima dei casi attesi nella popolazione oltre che nei militari. La quarta tesi mette in evidenza come la presenza di DU sia difficile da determinare sperimentalmente con rilevazioni sul campo. In aggiunta, il problema “DU nei Balcani” è solo la punta dell’iceberg delle conseguenze di una guerra chimica, radiologica ed ecologica condotta dalla NATO contro la Jugoslavia e contro l’intero sistema ambientale dei Balcani. Io ritengo che, malgrado non vogliano riconoscerlo, ci sia una stretta correlazione tra l’Uranio Impoverito e l’insorgenza di malattie neoplastiche. A dimostrazione di quanto dico, basti pensare che gli alleati americani che operavano sul nostro stesso territorio indossavano delle mute speciali e delle mascherine come protezioni, al contrario di noi italiani che operavamo a mani nude e senza alcun tipo di tutela.

Ci hai raccontato della tua dolorosa battaglia contro il “Cancro”. Hai mai pensato che questa patologia possa, in qualche modo, essere riconducibile alla tua personale esperienza da volontario nell’Esercito Italiano nel Kosovo, dove erano presenti delle aree colpite da proiettili ad uranio impoverito?

In verità ci ho pensato molte volte, anche se è difficile averne la certezza. Una cosa è certa, malgrado le autorità militari abbiano sempre negato, sono convinto che ci sia una correlazione tra “Uranio Impoverito” e l’insorgenza di malattie neoplastiche. Ciò che è più grave è che la Nato, comprese le autorità militari italiane, erano a conoscenza della gravità della situazione ma hanno preferito tacere, facendo la scelta di aumentare l’indennità di missione ai militari, per nascondere verità troppo scomode da rendere pubbliche. Mentre in Italia, si gridava allo scandalo dei proiettili all’Uranio Impoverito nei Balcani, durante la missione nel Kosovo, i nostri superiori non ci dicevano niente, minimizzavano il problema e insabbiavano la verità.  

Concludendo, dove i nostri lettori possono acquistare il tuo libro?

“Dietro gli occhi di un Soldato” è acquistabile nei migliori store online in formato digitale Ebook ed in versione cartacea su Amazon e Lulu.

Ringraziamenti

Ringrazio mia moglie, la mia famiglia e tutti coloro che mi conoscono e mi supportano in questo percorso letterario.

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